{"id":30478,"date":"2026-09-30T16:55:45","date_gmt":"2026-09-30T16:55:45","guid":{"rendered":"https:\/\/harissa.com\/news-wp\/?p=30478"},"modified":"2026-09-30T16:55:45","modified_gmt":"2026-09-30T16:55:45","slug":"harissa-com-di-elia-boccara","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/harissa.com\/news-wp\/harissa-com-di-elia-boccara\/","title":{"rendered":"HARISSA.COM : di Elia Boccara"},"content":{"rendered":"<div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<p> <a href=\"https:\/\/harissa.com\/\"> WWW.HARISSA.COM<\/a><\/p>\n<p><b> di Elia\u00a0 Boccara<\/b><\/p>\n<p> UNA COMUNITA&rsquo; SUL WEB PER GLI EBREI DI TUNISIA SPARSI PER IL MONDO<\/p>\n<p> LA SEDE: LOS ANGELES<\/p>\n<\/div><\/div>\n<\/p><\/div>\n<\/p><\/div>\n<\/div>\n<hr\/>\n<div>\n<div>\n<div>\n<p><b> Ho sempre invidiato i meridionali che vivono a Milano. Essi sono come me degli immigrati.  Ma per le feste prendono l&rsquo;aereo o il treno ed in poche ore sono in famiglia. <\/b><\/p>\n<p><b> Sono tornato nella mia Tunisi, invitato per un Convegno dall&rsquo;Universit\u00e0 locale. L\u00ec sono nato, l\u00ec sono cresciuto e vissuto (salvo gli anni degli studi universitari, trascorsi in Italia) fino a trent&rsquo;anni. Ma non ho pi\u00f9 trovato il mondo che avevo lasciato.\u00a0 Tunisi era una citt\u00e0 cosmopolita, allegra,\u00a0 piena di vita e di colore, quando c&rsquo;erano ancora gli europei e gli ebrei: di questi ultimi ormai non c&rsquo;\u00e8 pi\u00f9 quasi nessuno. <\/b><\/p>\n<p><b> Ho percorso le strade della citt\u00e0 e ne ho notato il grigiore, dovuto all&rsquo;omogeneit\u00e0 della presenza umana: la cosa pu\u00f2 sembrare normale ai turisti che non conoscono la Tunisia di una volta, ma non a chi in quella Tunisia \u00e8 nato e cresciuto nella prima met\u00e0 del XX secolo. L&rsquo;ultimo giorno mi trovavo con un collega maltese nato a Tunisi, ora docente in un&rsquo;Universit\u00e0 parigina, ed insieme abbiamo pensato: \u00e8 giunto il momento di andarcene. Attraversavamo il paese in macchina: dinanzi a noi sfilavano le colline e le campagne che ci erano familiari, ma il nostro cuore si stringeva. Provavamo il medesimo malessere.<\/b><\/p>\n<p><b> Sono un neofita di Internet e neanche tanto appassionato. Uso abbastanza la posta elettronica, che \u00e8 proprio una grande comodit\u00e0. Un giorno per\u00f2 navigando su Internet noto per caso la sigla di uno strano sito: <a href=\"https:\/\/harissa.com\/\"> www.harissa.com<\/a>. Credo che tutti sappiano cosa sia l&rsquo;<i>harissa<\/i>: \u00e8 quel condimento tunisino di color rosso\u00a0 a base di peperoni piccanti.\u00a0 Sta a vedere, mi sono detto, che si tratta di un sito promozionale. <\/b><\/p>\n<p><b> Invece ecco apparire la prima pagina con su scritto: , con due possibilit\u00e0: una versione francese ed una inglese. Decido per la francese e penetro, accompagnato da una musica giudeo-araba, in un mondo che mi \u00e8 familiare. C&rsquo;\u00e8 subito la lista di tutti gli articoli della settimana e delle due settimane precedenti. Si parla di tutto: di ricordi, di aspetti culturali, religiosi o folkloristici. La mia prima reazione per\u00f2 \u00e8 quella della estraneit\u00e0: io non sono un ebreo tunisino, sono un ebreo italiano, di origine livornese. Ci sono dei titoli che indicano i vari argomenti trattati. Clicco \u00ab\u00a0Tunisini celebri\u00a0\u00bb: viene fuori una lista di ebrei che hanno fatto la storia del paese, tra questi mio zio Victor Valensi, l&rsquo;architetto che ha fatto la grande sinagoga di Tunisi\u00a0 e altri \u00ab\u00a0livornesi\u00a0\u00bb. Perch\u00e9 &#8211; mi chiedo &#8211; si sono annessi queste persone che tunisine non erano? Scrivo un e-mail al direttore Jack Halfon. Gli faccio i complimenti per il sito, ma, lamentandomi del poco spazio dato ai livornesi gli ricordo il ruolo che abbiamo svolto. <\/b><\/p>\n<p><b> Dopo una settimana mi piovono e-mail da varie parti del mondo. Sono il ringraziamento di tanti \u00ab\u00a0livornesi\u00a0\u00bb per aver sostenuto la nostra causa.\u00a0 Apro <i>Harissa.com<\/i> e scopro che la mia lettera era stata pubblicata. Faccio un altro giro e trovo un significativo estratto dell&rsquo;importante libro di Lionel L\u00e9vy \u00ab\u00a0<i>La Nation Juive Portugaise &#8211; Amsterdam, Livourne, Tunis &#8211; 1591-1951<\/i>\u00ab\u00a0, poi appare un articolo di\u00a0 Marco Soria dal titolo \u00ab\u00a0<i>Un Livournais sur les traces de son pass\u00e9<\/i>\u00ab\u00a0, e ancora la foto del Rabbino capo dei Livornesi di Tunisi Rav. Jacob Boccara (1843-1941).  Infine capisco: chi fa il giornale sono in\u00a0 massima parte i lettori, i quali abitano nei quattro canti della terra, tanto per confermare che il Messia non \u00e8 ancora arrivato. <\/b><\/p>\n<p><b> Al mio ritorno da Tunisi invio ad <i>Harissa<\/i> una sintesi della mia relazione sulla Comunit\u00e0 Portoghese di Tunisi (1710-1944) presentata al Convegno.\u00a0 Viene subito pubblicata. Ricevo altri e-mail, che esprimono soddisfazione, dagli Stati Uniti, dal Canad\u00e0, dalla Francia, da Israele. Sorgono dei nuovi amici, che mi danno subito o quasi subito del tu: ormai sono un <i>harissien <\/i>anch&rsquo;io<i>. <\/i>\u00a0Il sito parla di tutto e si pu\u00f2 anche sentire della musica folkloristica se si \u00e8 attrezzati.\u00a0 <\/b> <\/p>\n<p><b> Capisco che qui abbiamo una nuova Comunit\u00e0 ebraica tunisina aperta a tutti, senza distinzioni: l&rsquo;appellativo \u00ab\u00a0ebrei tunisini\u00a0\u00bb, ha perso il significato originario, cio\u00e8 quello di ebrei con passaporto tunisino: ormai abbiamo a che fare con ebrei americani, canadesi, francesi, israeliani ecc. Sono tunisini in quanto sono nati e vissuti in Tunisia, oppure sono i discendenti di questi\u00a0 tunisini, i quali non hanno dimenticato le loro radici.\u00a0 Ci sono gli <i>aficionados<\/i>, come Emile Tubiana e Edith Shaked, che a volte discutono animatamente fra di loro nei <i> Commentaires <\/i>dei lettori che vengono pubblicati settimanalmente. <\/b><\/p>\n<p><b> Attraverso <i>Harissa<\/i> ci si pu\u00f2 anche sposare. In Tunisia negli ambienti ebraici uno dei personaggi pi\u00f9 popolari era la sensale di matrimoni, chiamata\u00a0 \u00ab\u00a0<i>samsar\u00e0<\/i>\u00ab\u00a0. Generalmente ti chiedeva come prima cosa se volevi un matrimonio \u00ab\u00a0<i>d&rsquo;amour<\/i>\u00ab\u00a0, oppure un matrimonio \u00ab\u00a0<i>d&rsquo;argent<\/i>\u00ab\u00a0: lei poteva fornire entrambi. Anche <i>Harissa <\/i>ha la sua Samsar\u00e0 elettronica, debitamente aggiornata: i candidati\u00a0 si presentano da soli, spesso senza peli sulla lingua e\u00a0 danno il loro indirizzo elettronico (la localit\u00e0 dove vivono \u00e8 quindi ancora un mistero). Sbaglier\u00f2 ma dai testi che ho letto dubito che il matrimonio sia sempre la <i>condicio sine qua non<\/i>\u2026<\/b><\/p>\n<p><b> Navigando in <i>Harissa<\/i> mi ero messo in mente che la sede si trovasse in Francia, che \u00e8 il paese che ha assorbito il maggior numero di ebrei profughi dalla Tunisia. Dovetti ricredermi quando ricevetti un e-mail\u00a0 d&rsquo;incoraggiamento dal direttore: si firmava <i>Jack<\/i> Halfon e mi scriveva da Los Angeles. E&rsquo; cos\u00ec che Jacques Halfon, ebreo di Tunisi, \u00e8 diventato prima Jack, e poi affettuosamente Jac\u00f2 per gli <i>harissiens <\/i>che gli sono affettuosamente riconoscenti. Quale sia lo scopo di <i>Harissa<\/i> \u00e8 chiaro e lo si legge nella presentazione del sito. Halfon precisa che, per ebrei tunisini si intendono tutti quegli ebrei che per venti secoli hanno abitato nel paese, compresi coloro che sono immigrati pi\u00f9 tardi \u00ab\u00a0<i>principalmente dalla Spagna e dal Portogallo ai tempi dell&rsquo;Inquisizione e pi\u00f9 tardi dall&rsquo;Italia, e in particolare da Livorno<\/i>\u00a0\u00bb Egli ricorda che questi ebrei sono stati gli artefici di un modo di vivere inconfondibilmente originale e pieno di poesia: l&rsquo;obiettivo del Web \u00e8 proprio di salvare la memoria storica di questo passato, anche a favore delle future generazioni. <\/b><\/p>\n<p><b> Ma intanto <i>Harissa<\/i> si \u00e8 anche rivelato uno strumento vivo di comunicazione tra gli ebrei di Tunisia sparsi per il mondo. Quando apro <i>Harissa.com<\/i>, mi accorgo che la Tunisia che ho lasciato \u00e8 pi\u00f9 viva e presente l\u00ec, in questo mondo virtuale, che nella Tunisia reale,\u00a0 dove \u00e8 rimasto solo l&rsquo;involucro, mentre il contenuto \u00e8 altrove.<\/b><\/p>\n<p><b> Attraverso Harissa ho trovato delle care persone che non conoscevo e ne ho ritrovate altre che non vedevo da cinquant&rsquo;anni. Da coloro che mi hanno ringraziato in nome delle loro origini livornesi, a quelli che credevano di scoprire attraverso i cognomi dei miei antenati una parentela coi loro avi. Dal produttore canadese che mi chiedeva di collaborare al lavoro preparativo di un film sull&rsquo;Africa del Nord sotto il governo collaborazionista di Vichy e sotto i nazisti (e al quale ho dato tutte le informazioni in mio possesso, segnalando i nomi di qualche resistente e di qualcuno reduce dai lavori forzati imposti agli ebrei dai tedeschi) alla docente che andr\u00e0 a Oslo quest&rsquo;estate a un Congresso di Storia e che mi chiedeva delle foto di scene dell&rsquo;occupazione nazista in Tunisia (e come faccio io che allora avevo dodici anni, a fornirgliele? Chi di noi si azzardava a fotografare i nazisti in azione?). Ma la scoperta pi\u00f9 importante \u00e8 avvenuta proprio qui a Milano: pochi giorni fa mi ha telefonato quel Marco Soria cui ho gi\u00e0 accennato: \u00e8 uno scienziato di chiara fama che opera nel Dipartimento per la ricerca biologica e tecnologica dell&rsquo;Ospedale San Raffaele di Milano, ma il motivo del nostro incontro \u00e8 il nostro amore per le comuni origini livornesi. Soria da vari anni ormai si dedica per conto proprio alla ricerca di ogni traccia dei suoi antenati, che a Livorno ricoprirono cariche prestigiose: ha raccolto una documentazione imponente sul passato della sua famiglia, e su quanto si \u00e8 pubblicato sul contesto storico-culturale dei luoghi dove sono vissuti i suoi avi. Generosamente mi ha fatto partecipe di tutte le sue scoperte.\u00a0 Cos\u00ec ci siamo conosciuti e siamo diventati amici.<\/b><\/p>\n<p><b> Tra gli altri miei nuovi amici non posso tacere il nome di Emile Tubiana, che mi scrive dagli Stati Uniti. Egli ha tra i suoi antenati dei rabbini illustri e\u00a0 vanta anche lui delle origini livornesi. Siamo coetanei, entrambi vicini ai settanta, ma lui ha vissuto tutta la sua infanzia e la sua adolescenza (che egli descrive in un libro che mi ha offerto), in condizioni ben diverse dalle mie. Mentre io vivevo nella capitale egli abitava a B\u00e9ja, nell&rsquo;interno.\u00a0 Mentre a Tunisi vi erano delle delimitazioni abbastanza rigide tra le varie componenti etniche della popolazione, a B\u00e9ja c&rsquo;era\u00a0 un grande senso di fratellanza fra tutti i gruppi: in quanto ai bambini, per loro le frontiere non esistevano: sguinzagliati com&rsquo;erano, si ritrovavano sempre tutti insieme senza distinzione di religione o di nazionalit\u00e0 sia nei giochi sia nella scuola comune. Anche durante il periodo tremendo dell&rsquo;occupazione tedesca la nostra sorte fu molto diversa.\u00a0 Tunisi fu per sei mesi alla merc\u00e9 dei nazisti, mentre B\u00e9ja cadde subito in mano americana e la linea del fronte fu dall&rsquo;inizio nelle immediate vicinanze della citt\u00e0, la quale sub\u00ec tremendi bombardamenti da parte dei tedeschi: Tubiana descrive questi durissimi momenti; la sua famiglia, fu anche colpita dal colera e si rifugi\u00f2 in una grotta dove a turno coloro che erano ancora sani curavano gli altri; si salvarono tutti. Dopo la sconfitta dei nazisti, durante l&rsquo;occupazione americana, Tubiana, allora dodicenne, escogit\u00f2 un traffico ingegnoso: la popolazione locale disponeva nelle proprie tessere annonarie di buoni per acquistare del vino; gli americani, che avevano a disposizione ogni ben di Dio\u00a0 erano invece sprovvisti di vino. Il piccolo Tubiana pens\u00f2 che per tenere alto il\u00a0 morale dei liberatori a loro il vino facesse comodo, mentre alla popolazione affamata un po&rsquo; di quelle scatolette e altri generi alimentari, di cui i magazzini statunitensi straripavano, facevano gola: organizz\u00f2 quindi il baratto e la cosa ebbe un grande successo. La polizia francese lo arrest\u00f2 per borsa nera, ma il comandante americano lo fece liberare e protesse questo piccolo commercio. Tubiana racconta poi che gli americani trattavano con grande umanit\u00e0 i prigionieri tedeschi: la domenica avevano libera uscita e passeggiavano liberamente nel paese, erano anch&rsquo;essi dei poveri diavoli e si ritrovavano poi in chiesa a fianco di quegli americani che fino a poco tempo prima avevano combattuto. Nell&rsquo;animo di Tubiana nessuna traccia di odio. Da allora pens\u00f2 che sarebbe voluto andare a vivere in America. Da qualche decennio ha coronato il suo sogno, ma \u00e8 tornato recentemente a far visita alla sua citt\u00e0 natale e ha descritto in modo commovente la sua emozione in una poesia in giudeo-arabo, che egli ha tradotto in francese e che io, a mia volta,\u00a0 tento\u00a0 di ritradurre in italiano:<\/b><\/p>\n<p> <b>B L A D I<\/b><\/p>\n<p> <b>(<\/b>La mia citt\u00e0 natale)<\/p>\n<p> <b>Sono tornato da te, mia citt\u00e0 dopo questa lunga nostalgia<\/b><\/p>\n<p><b> Ho sentito le radici del mio cuore, come le rose e il gelsomino<\/b><\/p>\n<p><b> Nella tua terra benedetta, il tuo grano abbondante<\/b><\/p>\n<p><b> Le tue montagne verdi distese come un tappeto<\/b><\/p>\n<p><b> Da lontano ti ho onorata e per il mio compleanno sono arrivato.<\/b><\/p>\n<p><b> Ti ho visitata, mia citt\u00e0 dopo anni di lontananza,<\/b><\/p>\n<p><b> Ho rivisto la mia infanzia, quando ti ho scorta da lontano.<\/b><\/p>\n<p><b> La tua bellezza \u00e8 grande, e migliore delle ricchezze, <\/b><\/p>\n<p><b> La tua bellezza \u00e8 quella della mia mamma quando mi allattava, <\/b><\/p>\n<p><b> Torner\u00f2 verso di te, mia citt\u00e0, senza trucco e senza henn\u00e9<\/b><\/p>\n<p><b> Con l&rsquo;animo sereno e il cuore puro<\/b><\/p>\n<p><b> Affinch\u00e9 di te si dicano solo parole di verit\u00e0<\/b><\/p>\n<p><b> E parole di amore e di purezza, del nostro Signore.<\/b><\/p>\n<p><b> Da te ho strappato un bacio, hai aperto il mio cuore all&rsquo;amore<\/b><\/p>\n<p><b> Ricordandoti oggi il mio cuore ha trovato pace<\/b><\/p>\n<p><b> La tua gioia \u00e8 la mia, il tuo amore \u00e8 il mio.<\/b><\/p>\n<p><b> 19 gennaio 1993<\/b><\/p>\n<p><b> ( <a href=\"https:\/\/harissa.com\/D_Ecoles\/bladi_par_emile_tubiana.htm\"> https:\/\/harissa.com\/D_Ecoles\/bladi_par_emile_tubiana.htm<\/a> )<\/b><\/p>\n<\/p><\/div>\n<\/p><\/div>\n<\/p><\/div>\n<hr\/>\n<blockquote>\n<blockquote><\/blockquote>\n<\/blockquote>\n<h6><\/h6>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>WWW.HARISSA.COM di Elia\u00a0 Boccara UNA COMUNITA&rsquo; SUL WEB PER GLI EBREI DI TUNISIA SPARSI PER IL MONDO LA SEDE: LOS ANGELES Ho sempre invidiato i meridionali che vivono a Milano. 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